Internet, tutto arrivò dalla luna

Lo sbarco dell’uomo sulla Luna è stato indubbiamente  l’evento che ha caratterizzato il 1969 come l’alba di una nuova era. Ma esiste almeno un altro motivo perché lo si possa ritenere epocale: il 1969 è l’anno di nascita di Internet.

Esiste una stretta correlazione tra Internet e la conquista dello spazio. Molti pensano che la Rete delle Reti sia “un’invenzione degli anni ’90”, ma in realtà questo è vero solo per alcuni elementi. E’ anzi possibile affermare che la storia di Internet ha avuto un corso parallelo alla Storia contemporanea ufficiale, benché inizialmente molti avvenimenti siano stati noti solamente agli addetti ai lavori.

Nel 1957 l’Unione Sovietica realizzò un importantissimo progetto spaziale: la messa in orbita dello Sputnik.

Fu un evento che diede un notevole scossone tanto all’orgoglio tecnologico degli Stati Uniti d’America quanto alla loro sicurezza di primato in campo militare.

La risposta non tardò a venire: alla fine degli anni ’50 l’amministrazione Eisenhower si diede ad una efficace attività di stimolo e di finanziamento della ricerca militare nel settore delle comunicazioni. In seguito all’approvazione del Congresso, il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti nel 1958 diede vita all’ARPA (Advanced Research Projects Agency). In seguito però gli Stati Uniti decisero di stanziare maggiori finanziamenti nel campo della ricerca aerospaziale e costituirono la NASA. Il governo trasferì ad essa la competenza di gestire i programmi spaziali, con i relativi capitali e l’Arpa dovette cercarsi un nuovo “oggetto di studio parallelo”; lo trovò nella scienza dell’informazione e della comunicazione. La direzione dell’agenzia, avendo a disposizione costosi elaboratori elettronici, decise di sviluppare un progetto che conferisse a quelle macchine la capacità di comunicare e trasferire dati.

Nel 1969 nacque il primo risultato concreto del progetto, chiamato ARPAnet.

Arpanet coinvolse inizialmente quattro “utenti” importanti: la UCLA (Università di Los Angeles) dotata di un Xerox DSX-7; la UCSB (Università di Santa Barbara) dotata di un IBM 360/75, l’Università dello Utah che aveva un DEC PDP-10 e lo SRI (Stanford Research Institute) con il proprio XDS 940.

Lesperimento andò a buon fine e ben presto attorno ad Arpanet si andò a costruire una rete più estesa. Nel 1983 la Defense Communication Agency, assumendo ufficialmente l’utilizzo del TCP/IP, la divise in due sezioni. La prima, chiusa, a carattere militare (Milnet), la seconda a carattere scientifico (Arpanet), che non aveva alcun limite di connettività.

Nello stesso periodo, John Postel insieme a Craig Partridge e Paul Mockapetris studiò un nuovo sistema di identificazione dei nodi della rete che fosse più immediato ed intuitivo dell’utilizzo dell’indirizzo ip. Il risultato della loro ricerca fu il Domain Name System (che nella rete ci consente di identificare, ad esempio, il server che ha numero ip 15.61.3.56 con un determinato nome, come hotmail.com).

Da quel momento in avanti lo sviluppo della tecnologia della rete andò a toccare un’altra caratteristica: la velocità di trasmissione dei dati.

Nel 1988 fu necessario adeguare la velocità della linea al crescente numero degli utenti e venne portata a 1,5 Mbps. Nello stesso anno nacque IRC (Internet Replay Chat), in assoluto la prima chat che permise a più utenti di dialogare per iscritto in tempo reale. I diecimila host decuplicarono nel giro di un anno.

All’inizio degli anni ’90 le politiche di accesso alla rete vennero modificate per consentire l’ingresso nella rete anche per fini commerciali.

La crescita del numero di utenti divenne quasi incontrollabile e, dal momento che non era possibile tenere sotto controllo anche la loro qualità, ben presto si rese necessario pensare alle misure di sicurezza da adottare sulla rete: già nel 1988 fu rilevato il primo virus, che aveva causato danni agli oltre 60.000 computer connessi.

Nel 1991 iniziò la collaborazione “europea” alla struttura di Internet: Tim Berners Lee del Cern di Ginevra sviluppò un sistema per consultare in modo intuitivo informazioni, dati e immagini che diede corpo al World Wide Web . La consultazione fu così fluida da essere definita surfing (“navigazione” in italiano), grazie all’Hyper Text Marking Language (HTML), il linguaggio con cui da quel momento in avanti vennero composti i dati da consultare. Presto nacquero anche gli strumenti di consultazione e ricerca come Veronica (1992), che precedette i capostipiti degli attuali browser: il primo probabilmente fu Mosaic (1993) della National Center Supercomputing Applications, a cui seguirono Netscape Navigator (1994) e Microsoft Internet Explorer (1995). Tutte queste premesse costituirono la base di una rete caratterizzata dal rapido sviluppo commerciale e dall’accesso sempre più capillare (ad oggi, in Italia, si contano oltre 20 milioni di utenti, tra connessioni private e business).

 

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