L’ elaborazione interattiva

Negli anni settanta furono introdotti i primi terminali (3270) il cui utilizzo rispondeva a tre precise esigenze:

1)      Immissione dei dati con immediata segnalazione degli errori. Questo permetteva un più rapido processo di correzione.

2)      Più semplice accesso ai dati da parte dei vari settori aziendali che non erano più costretti a lavorare  su voluminosi tabulati nei quali andare a cercare l’ informazione desiderata, ma la potevano ora ottenere in maniera molto più diretta e semplice.

3)      Informazioni molto più aggiornate di quelle ottenibili dai tabulati. Questi ultimi infatti venivano generati settimanalmente o mensilmente ed il dato in essi presente era spesso ormai superato. Con i terminali invece era possibile accedere ai dati in “tempo reale” come si diceva a quel tempo.

 

L’ interfaccia hardware e software

L’ introduzione dei terminali evidentemente comportava nuovi aspetti da tenere in considerazione sia come interfacciamento hardware che software che applicativo, il tutto però su un sistema operativo nato quando i terminali ancora non c’ erano e che quindi non poteva certo supportarli.

Allo scopo furono sviluppati i “Monitor TP” (TP sta per Tele Processing) che erano dei grossi programmi di sistema che si curavano dell’ interfacciamento hardware e software dei programmi applicativi con i terminali (locali o remoti). Degli esempi di questi programmi di sistema erano il CICS per i grossi sistemi IBM o il CCP per i medi sistemi IBM (S/3 mod 8,10,12,15).

L’ utilizzo dei Monitor TP introduceva però dei vincoli che, anche per altre motivazioni, di fatto imponevano che l’ inserimento di nuovi programmi o terminali, o la modifica di programmi già esistenti richiedeva la chiusura ed il riavvio del Monitor TP e quindi anche di tutte la applicazioni interattive. Considerato che questo ovviamente interessava anche il test dei programmi, si comprende come fosse molto laborioso lo sviluppo del software in ambiente interattivo. Per alcune applicazioni come ad esempio la vendita al banco, per le quali non era ammissibile nessuna interruzione, si è arrivati a poter lavorare sullo sviluppo software solo all’ intervallo di pranzo o dopo l’ orario normale di lavoro.

Fu quindi accolto come una vera liberazione l’ avvento del S/34 IBM che aveva integrata nel sistema operativo la gestione dei terminali (5250). Con tale elaboratore non sussistevano i gravi vincoli sopra menzionati.

 

L’ accesso al data base per tempi di risposta ragionevoli

Un altro aspetto importante nella programmazione interattiva era la necessità di avere tempi di risposta ragionevoli. Se ad esempio si richiedeva l’ estratto conto di un cliente, era necessario fornire la videata di risposta nel giro di pochi secondi. Viceversa in un’ elaborazione batch la generazione del tabulato settimanale degli estratti conto poteva anche impiegare ore ed un’ ora in più o in meno era del tutto trascurabile per qualcosa che doveva durare una settimana.

La risposta a questa esigenza era un’ opportuna gestione del data base che, nell’ esempio in questione, permettesse di accedere agli archivi (anagrafici e di movimento) per codice cliente.

Il S/34 con la sua sola gestione degli archivi ad indici rispondeva solo in parte a questa esigenza. Vennero quindi ideate tecniche di accesso che tramite catene di puntatori (numero relativo di record) permettevano rapidi accessi al data base, a fronte però di un certo impegno in termini di programmazione.

Un passo avanti fu fatto con il S/36 nel quale venne introdotta  la possibilità di avere indici alternativi, anche con più chiavi, per un file di dati.

Ancor meglio con il S/38 (antesignano dell’ AS/400 e dei Power System con O.S. IBM i) che fu il primo elaboratore dotato di data base relazionale integrato e microcodificato nel sistema operativo (CPF).

Attualmente i moderni sistemi Power System  con O.S. IBM i sono dotati di data base DB2/400 che è l’ attuale edizione del data base relazionale nato con il S/38.  

 

 

 

La riservatezza e la sicurezza degli accessi

Con l’ introduzione dei terminali locali e remoti nacque un nuovo problema: quello della riservatezza e della sicurezza degli accessi al sistema informatico. Infatti prima dell’ avvento dei terminale era il personale del centro meccanografico ad avere accesso al sistema e quindi il problema non sussisteva. Viceversa con l’ introduzione dei terminali l’ accesso al sistema veniva decentrato e non si aveva la sicurezza che davanti al terminale ad operare ci fosse la persona giusta. Questo tanto più quanto più numerosi erano i terminali. Proprio per questo già dal S/34 fu introdotto il concetto di utente e password, che fu poi sempre più sviluppato fino al Power System che ha tutta una serie di strumenti sia per controllare gli accessi che per definire le operazioni autorizzate per ogni singolo oggetto e per ogni singolo utente e questo anche per l’ ambiente WEB di cui si parlerà più avanti. 

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Una Risposta to “L’ elaborazione interattiva”

  1. Dai programmi batch a quelli interattivi a quelli Web « iPower 400 Says:

    […] L’ elaborazione via WEB L’ elaborazione interattiva […]


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