Uso avanzato di Google Docs

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Uno degli strumenti più utilizzati per la gestione dei progetti è il noto diagramma di Gantt, la cui costruzione permette di rappresentare con barre disposte su un asse orizzontale, lo svolgimento delle fasi di una determinata attività in un certo arco temporale.
“Un diagramma di Gantt permette dunque la rappresentazione grafica di un calendario di attività, utile al fine di pianificare, coordinare e tracciare specifiche attività in un progetto dando una chiara illustrazione dello stato d’avanzamento del progetto rappresentato.” (cit. Wikipedia)

Recentemente Google ha cominciato una collaborazione con il team di Viewpath, specializzato proprio in soluzioni di project management. Viewpath ha rilasciato un utilissimo gadget per i documenti di Google che permette di generare un diagramma di Gantt da una serie di dati inseriti in un foglio di calcolo.

Diagramma di Gantt in Google Docs

Nel nostro esempio, abbiamo creato e compilato quattro colonne:
A= nome della fase di lavoro
B= data inizio attività
C= data fine attività
D= percentuale dell’attività svolta

Una volta selezionate tutte le celle create, dal menù Inserisci>Gadget scegliamo appunto Diagramma di Gantt: nel nostro foglio di calcolo compare un modulo in cui ci viene richiesto di associare a ciascun campo il nome della nostra colonna di riferimento. Portata a termine questa fase, possiamo vedere generato in pochi secondi il nostro calendario attività, dislocate nella linea temporale che abbiamo definito nel progetto. Ogni modifica che andiamo a fare nel documento si riflette in tempo reale anche nella timeline del diagramma.

 

Chiaramente, rendendo il documento pubblico e condiviso con un team di lavoro, abbiamo a disposizione uno strumento di project management a costo zero per condividere lo stato di avanzamento di un progetto con altri collaboratori, i quali possono aggiornare le attività, modificare le date e le percentuali di lavoro svolto.

Unico accorgimento: il gadget non è localizzato in italiano e prende in pasto il formato di data USA ovvero mm/gg/aaaa quindi ricordatevi di inserire prima il mese di riferimento poi giorno ed anno!

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googlisti

Obama chiama Microsoft e Google

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Che Obama fosse hi-tech lo si sapeva. E si sa anche che buona parte del suo trionfo è dovuto alla sua abilità di utilizzare le leve del social networking in Rete, sia per raccogliere fondi sia per diffondere il proprio programma ed il proprio  messaggio. Ora che Obama è Presidente in molti si chiedono se continuerà ad utilizzare il Web come ha fatto durante la corsa alla Casa Bianca, questa volta per creare consenso attorno ai suoi provvedimenti o per interpellare gli internauti in merito alle loro idee, oppure si comporterà come i politici nostrani, che dopo le elezioni fanno morire i loro blog personali tanto strombazzati in campagna elettorale.

L’impressione, comunque, è che lnternet e le nuove tecnologie avranno un posto fondamentale nell’azione di governo del neopresidente, tanto che i media americani danno per certa l’istituzione di un Chief Technology Officer, una sorta di ministero per l’innovazione nostrano. Per gli Stati Uniti si tratterebbe di una novità assoluta. E già si fanno i nomi di alcuni papabili per l’incarico: Steve Ballmer, Ceo di Microsoft, Jeff Bezos, amministratore delegato di Amazon,  Vinton Cerf, uno dei padri di Internet, oggi consulente di Google, il colosso del Web che qualche giorno prima dell’election day ha investito Obama del proprio endorsement. 

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affaritaliani

Google – Yahoo!, salta l’accordo sulla pubblicità

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Dopo tanto vociferare arriva la notizia che a quanto pare pone fine a mesi di trattative.

Infatti è di ieri la notizia che Google, date le nemerose difficoltà incotrate, ha deciso di far saltare l’alleanza sulla pubblicità sul web che stava creando con lo storico rivale Yhaoo!.

Questo naturalmente spingerà, Jerry Yang a indirizzarsi nuovamente verso Microsoft, infatti pare che senza l’aiuto di Google Yahoo! possa essere costretta a tornare a bussare alla porta di Bill Gates dopo che nello scorso gennaio il colosso di Redmond aveva presentato un’offerta di 33 dollari ad azione.

Purtroppo per Yang anche se ciò avvenisse la nuova offerta sarebbe nettamente inferiore anche a causa del momento negativo di tutti i mercati ed in particolare di Wall Street.

Infatti si parla di non più di 22 dollari per azione, ovvero a distanza di soli dieci mesi una perdita del 35 %.

Vedremo cosa decideranno di fare Gates e Yang.

a presto

 

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forbes.com

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OpenID, c’è anche il si di Google

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OpenID è un meccanismo di identificazione creato da Brad Fitzpatrick di LiveJournal. Si tratta di un network distribuito e decentralizzato, nel quale la propria identità è un URL, e può essere verificata da qualunque server supporti il protocollo proprietario.

Sicuramente una grande comodità, che però non è ancora definitivamente e totalmente sfruttabile.

La notizia però è un’altra e ha una valenza fondamentale al fine del completamento del progetto.

Infatti dopo l’adesione di Microsoft e, ancora prima, Yahoo e altri colossi dell’informatica tra cui IBM, ha aderito al framework OpenID anche Google.

Cosa significa questo?
In pratica, se si avrà un account Microsoft Windows Live, Google ma anche Yahoo si potrà accedere con le stesse credenziali su altri siti web come AOL, MySpace, Plaxo, Zoho o Buxfer, senza dover creare un nuovo account su questi ultimi.

Ovviamente giganti di questo calibro hanno fatto valere il proprio brand cercando di sovrapporlo a quello OpenID con l’obiettivo di porre alcune limitazioni al progetto.
Ad esempio, L’account Windows Live, così come gli altri, consentiranno si di accedere ad altre community che adottano l’Open ID, ma non sarà possibile il contrario. Un account creato su un altro sito, sia pure con OpenID, non vi consentirà di accedere a Windows Live.

Un’altra limitazione è quella di poter usare OpenID solo per le informazioni di login, il che significa che gli account con tali servizi non saranno trasferibili.
Ovvero non sarà possibile utilizzare un account Windows Live per accedere ai servizi sul sito di Yahoo e vice versa.